Schermo del Macintosh SE

Una storia lontana lontana: dal Macintosh al Mac

Ti ricordi del Macintosh?

Gli anni ’90 hanno avuto un grande impatto rivoluzionario nella vita della gente comune e dei professionisti, ben oltre quell’idilliaco punto di arrivo tecnologico che sembrava essersi avverato con l’ingresso dei Commodore nelle famiglie.
In pochi anni abbiamo modificato le nozioni e i mezzi, soprattutto nel campo del design e l’editoria: con noi è nato il desktop publishing (dtp).
Un tale di nome Jobs, e il suo amico nerd col cognome impronunciabile, avevano messo sottosopra un garage e da quel disordine (come accade sempre) era nato un macchinario piccolo piccolo nonostante il papà, non è ancora chiaro chi fosse, continuasse a gridare

«Too big! Too big!»

In quegli anni sono arrivata a Salerno dalla provincia e, come infelicemente fanno tutte le ragazze sciocche e troppo giovani, ho lasciato il mio lavoro sicuro, e ben pagato, per seguire l’amore.
La mia prima esperienza salernitana è stata in un’agenzia che si occupava di dtp, appunto, e il primo Macintosh su cui ho dovuto lavorare è stato il modello SE.

Adobe e Microsoft

La meraviglia: Photoshop alla versione 2, Illustrator alla versione 3, e c’era un Word fantastico (la Microsoft lo rileverà alcuni anni più tardi) nella versione 5.

Ricordo un Art di Roma che continuava a spronarmi nel trasformare marchi in vettori con Illustrator.
Diceva: «A Roma pagano 200.000 lire/ora (103,29 euro) per farlo!»
A oggi, quest’attività è pressocché gratuita.

Sembravamo navigare nel futuro, l’attuale fantascienza ipotizzata da Orwell era ancora lontana e internet nemmeno nei paraggi della gente comune, come me.

Cos’è cambiato? Ci siamo davvero evoluti?

Chissà!

Baci, baci!

Macintosh SE

Macintosh SE

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